I giapponesi che fanno causa

Breve rassegna di procedimenti legali di interesse iniziati nei tribunali giapponesi negli ultimi tempi. Archiviare nelle cartelle “Giapponesi e conciliazione amichevole”, “I giapponesi non amano il diritto”, etc…

1. Avranno pestato uno a caso (o: del negare l’evidenza)

Un uomo di Osaka viene intervistato da un’emittente televisiva su un giro di psicofarmaci offerti dal servizio sanitario a chi risulta averne bisogno, ma rivenduti (illegalmente) attraverso la yakuza. L’emittente Yomiuri Terebi (= terebijon = TV) assicura all’uomo che sarà garantito il suo anonimato. Il servizio rivela in che modo le sostanze entrino in mano alla malavita, e come e dove vengano rivendute. Il servizio viene mandato in onda il 28 dicembre 2010. Due giorni dopo, il 30 dicembre l’uomo viene aggredito e malmenato. Ricoverato in ospedale per 4 mesi con fratture al cranio, è rimasto invalido.
L’uomo citerà in giudizio Yomiuri TV. Sostiene che l’emittente non aveva protetto il suo anonimato: il volto dell’uomo era stato sì sfocato, ma la voce non era stata alterata e si vedevano diverse immagini della sua abitazione.
Commento di Yomiuri TV:

“(…) Siamo dispiaciuti/seccati (della decisione di presentare causa) perché pensiamo di aver prestato un’attenzione sufficiente alla privacy dell’intervistato ( 被害に遭われたことはお見舞い申し上げます。しかし、取材協力者のプライバシーに関して十分な配慮をしたと考えており遺憾です )”.

Rileggere il titolo del paragrafo.

2. Non è mai troppo tardi

Dopo aver chiuso il capitolo epatite B, si apre il capitolo epatite C.
Più di 100 persone che hanno contratto il virus dell’epatite C tra gli anni 1950 e 1980 attraverso aghi infetti in alcune cliniche di Yuni, in Hokkaido, o i loro eredi, sono pronte a citare in giudizio il governo giapponese per mancata sorveglianza e controllo delle pratiche mediche anche dopo gli avvisi dell’OMS nel 1953 sui pericoli derivanti dal riutilizzo degli aghi.
La richiesta degli attori è di circa 3 milioni di yen (al cambio attuale, circa 28.000 euro) a testa.

3. C’è tempo fino a marzo

Quaranta persone hanno presentato una domanda al Tribunale di Otsu affinché emetta un provvedimento di urgenza che proibisca la riaccensione dei reattori della centrale nucleare di Tsuruga, ora spenti per manutenzione.
Gli attori sostengono che la centrale è stata costruita in una zona a forte rischio sismico e di tsunami, e che un incidente in quella zona avrebbe conseguenze disastrose sull’ambiente circostante.
Il completamento della manutenzione e la riaccensione del reattore 1 è prevista per marzo 2012.

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4 risposte a I giapponesi che fanno causa

  1. Gianluca Gentili ha detto:

    Il titolo del primo paragrafo è semplicemente fantastico! 😉

  2. Pingback: I giapponesi che fanno causa (II) | il diritto c'è, ma non si vede

  3. Pingback: I giapponesi che fanno causa (III) | il diritto c'è, ma non si vede

  4. Pingback: I giapponesi che fanno causa (V) | il diritto c'è, ma non si vede

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