I giapponesi che fanno causa (XXX): toilettes, Okinawa e alcool

69. Troppi schizzi

Secondo questo articolo il presidente di una società di Osaka ha citato in giudizio il proprietario e gestore dell’immobile dove la società ha sede, perché gli orinatoi facevano “rimbalzare” troppi liquidi addosso al presidente.
Notare che dopo i lavori di rinnovo che avevano sostituito una  prima volta gli orinatoi, dietro insistenza del presidente, gli orinatoi erano stati cambiati una seconda volta, ma ciò non era bastato a soddisfare l’attore, che ha deciso di fare causa, chiedendo anche 8.400.000 yen (€ 60.000) come risarcimento del danno.
Il Tribunale di Osaka non ha accolto la domanda.
Qui la figura, grazie a sankei.com

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(grazie a Mulboyne per la segnalazione via twitter)

70. Okinawa: risarcimento per il rumore della base militare americana

Il Tribunale di Naha, pres. Satoshi Hikage ( 日景 聡 ) ha riconosciuto a circa 2.200 attori residenti nei pressi della base militare americana di Futenma, a Okinawa, ¥754M (circa 5,4 milioni di euro) come risarcimento che il governo giapponese dovrà pagare per il rumore causato dagli aerei militari.

71. Okinawa: risarcimento per le sofferenze di guerra

Un gruppo di 79 residenti di Okinawa sta portando avanti una causa dal 2012 in cui chiede al governo giapponese il risarcimento dei danni causati dalle sofferenze da essi subite durante la Seconda Guerra Mondiale, 70 anni fa.

72. [Senza titolo]

Un ragazzo partecipa a una festa con i compagni di università, come migliaia di altre da sempre in tutto l’Arcipelago. Beve -o viene incitato a bere- troppo, va in coma etilico, muore -o viene lasciato morire, poiché l’ambulanza verrà chiamata solo due ore dopo.
Alcuni dei compagni hanno accettato di pagare un risarcimento alla famiglia (circa €17.000 a testa). Altri 21 ragazzi no, ed i genitori del ragazzo fanno loro causa per un totale di ¥169.000.000, circa €1,2 milioni, o €60.000 a testa.

(puntata precedente)

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La dura lotta al crimine in Giappone

Nel video qui sotto, il capo della stazione di polizia di Itayanagi, provincia di Aomori, Akiyuki Kudo ( 工藤 昭幸 , 51 anni ) all’opera con un collega in un’azione contro le truffe “speciali” (?).
Immagino si tratti di quelle che fino a qualche tempo fa erano conosciute come “Ore-ore sagi “, cioè truffe in cui il truffatore impersona per telefono un soggetto caro alla vittima (“Ore, ore”, cioè “Sono io, sono io!”) dicendo di essere stato coinvolto in problemi o incidenti di vario tipo, e chiede alla vittima di fare immediatamente un bonifico, o annuncia che un collega passerà subito da casa della vittima a prendere soldi, etc…

Qui sotto la canzone completa e questo il link al testo con gli accordi.

(grazie a Mulboyne per la segnalazione via twitter)

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Aggiornamenti flash – Revisione costituzionale, diritto all’oblio e suicidi a Fukushima

  1. Lawrence Repeta sul processo di revisione costituzionale in atto in Giappone.
    Un ottimo resoconto di quanto sta succedendo a Tokyo: un attacco sfacciato da parte di Abe alla Costituzione giapponese e allo stato di diritto.
  2. Anche in Giappone si presentano a Google richieste di rimuovere risultati di ricerche. Vittoriose, almeno in primo grado.
    Lo ammetto: non ho avuto tempo di studiare come si deve la questione, ma a prima vista questi casi, il cd. “diritto all’oblio”, e tutti i casi in cui un’autorità cerca di indirizzare l’informazione che si trova libera in rete, mi ricordano chiaramente il Ministero della Verità di 1984 -e di sicuro non sarò il primo, ci vuole proprio poco ad associare le due cose.
  3. Kiichi Isozaki era un agricoltore che lavorava nei pressi della centrale nucleare di Fukushima-1. In seguito all’evacuazione, viene colto dalla depressione e si toglie la vita.
    La moglie chiede un risarcimento e va fino in tribunale per ottenerlo.
    Nei giorni scorsi il Tribunale di Fukushima, pres. Naoyuki Shiomi ( 潮見 直之 ) ha riconosciuto il nesso di causalità (interessante: al 60%, visto che l’uomo aveva anche altre patologie tra cui il diabete) tra l’incidente ed il suicidio, ed ha accordato alla vedova un risarcimento di ¥27 M (circa €200.000). La richiesta era di circa 3 volte tanto.
    Non è il primo di questi casi.
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Bruno Leoni in Giappone

Un aneddoto divertente sul viaggio di Bruno Leoni in Giappone, probabilmente per l’incontro regionale della Mont Pelerin Society del 5-10 settembre 1966, raccontato dalla signora Silvana.

A partire da 13:37 circa:

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18 luglio 2015: Secondo convegno AIGDC

Sabato 18 luglio, presso l’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo, si terrà il secondo convegno dell’Associazione Italo-Giapponese per il Diritto Comparato (AIGDC).

Un ospite di eccezione, il prof. Vincenzo Roppo dell’Università di Genova, aprirà i lavori con una relazione sul diritto dei contratti.
Seguiranno gli interventi dei soci su vari aspetti del diritto italiano e giapponese, fino alla relazione conclusiva del Presidente AIGDC, Toshiyasu Takahashi.

L’evento è aperto al pubblico.
Qui il programma:

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Pena di morte e errori giudiziari

David T. Johnson ha pubblicato su Japan Focus una serie di tre articoli sulla pena di morte e sul problema degli errori giudiziari e condanne ingiuste in Giappone.

Il primo contributo, Will Wrongful Convictions Be a Catalyst for Change in Japanese Criminal Justice?, scritto in collaborazione con Matthew Carney, presenta un video, toccante, che ritrae 3 famosi casi di condannati a morte dichiarati poi non colpevoli, e rilasciati prima dell’esecuzione, dopo anni passati nel braccio della morte: Iwao Hakamada, Kazuo Ishikawa e Toshikazu Sugaya.

Il secondo, An Innocent Man: Hakamada Iwao and the Problem of Wrongful Convictions in Japan, ripercorre in dettaglio la storia e la vicenda processuale di Hakamada, l’uomo che detiene il triste record mondiale di soggetto detenuto più a lungo nel braccio della morte: arrestato nel 1966, condannato nel 1968, rilasciato nel 2014. Poco meno di 48 anni in prigione.
L’articolo presenta i fatti che portarono all’arresto, gli interrogatori, la condanna, la storia dell’altra vita distrutta da questo episodio, quella del giudice Norimichi Kumamoto, membro (dissenziente) del collegio che condannò Hakamada, fino agli sviluppi più recenti.
Ora Hakamada è in attesa di un nuovo processo, che inizierà forse nel 2016 o chissà, anche più tardi. Interessante notare che la pubblica accusa ha presentato appello contro la decisione di riaprire il processo e continua a sostenere la propria tesi accusatoria.

Il terzo, Wrongful Convictions and the Culture of Denial in Japanese Criminal Justice è un’analisi del problema degli errori giudiziari in Giappone. Gli studi su questo tema incontrano diversi ostacoli, tra cui quello fondamentale consiste nel fatto che non è possibile sapere il numero preciso di condanne ingiuste, per cui le stime si basano su statistiche e impressioni dei difensori. Tuttavia, attraverso un’analisi comparata, è possibile identificare quali siano i maggiori problemi di un sistema e quali i problemi che più probabilmente generano condanne ingiuste.
In generale, le cause alla radice degli errori giudiziari in Giappone sono identificate nella pratica della confessione ricercata ad ogni costo, e nella cd. “cultura della negazione” che permea il sistema della giustizia penale: la negazione della possibilità di un errore, che porta i PM o i giudici a sostenere una posizione ben oltre il limite della ragionevolezza.

In generale, tre articoli molto importanti su un caso fondamentale per conoscere la giustizia penale giapponese.

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Aggiornamenti flash

  1. Primo caso in cui la Convenzione dell’Aia sulla sottrazione internazionale di minori è stata applicata in Giappone per riportare nel Paese di residenza abituale un minore (giapponese) che era stato illecitamente portato nell’Arcipelago (dalla madre giapponese). La bambina di 5 anni è stata restituita al padre, giapponese, residente in Sri Lanka.
  2. La Corte distrettuale di Fukui ha bloccato la riaccensione dei reattori nucleari della centrale di Takahama. Qui in inglese. Sul Manifesto ne ha scritto Marco Zappa. Giova notare la composizione del collegio giudicante, sopravvissuto a un tentativo di ricusazione da parte del collegio difensivo della centrale nucleare. Il presidente Hideaki Higuchi ( 樋口 英明 ) è prossimo alla pensione dopo una carriera trascorsa in tribunali di periferia, lontana dai centri del potere; non è nuovo a giudizi che di fatto vanno contro gli interessi dei gestori delle centrali nucleari. I due giudici a latere Mayu Harajima (? 原島 麻由 ) e Yuko Miyake (? 三宅 由子 ) sono due giovani(ssime) donne, se per via di questa decisione la loro carriera subirà qualche… “rallentamento”, potranno sempre diventare avvocati.
  3. Sulla criminalità e recidività degli anziani in Giappone. “Le carceri giapponesi stanno diventando case di riposo“. Tra le voci intervistate, quella del prof. Koichi Hamai, una conoscenza dell’Associazione Italo-Giapponese per il Diritto Comparato.
  4. Il soggetto principale delle opere dell’artista Megumi Igarashi, in arte Rokudenashiko (gioco di parole, significa “bambina buona a nulla”) è il proprio organo sessuale; a ciò si accompagna un’intenso attivismo femminista. Rokudenashiko è stata rinviata a giudizio ed è comparsa in tribunale per atti osceni nei giorni scorsi; si è dichiarata non colpevole. Mossa inusuale nel processo penale giapponese, ma questo è un processo inusuale. Pare infatti un po’ paradossale che questo processo avvenga in un Paese con costumi sessuali non proprio castigati. Negli stessi giorni, a pochi chilometri dal Tribunale di Tokyo si è svolta, come ogni anno, la festa di Kanamara, ma nessun indagato a quanto pare.
  5. Il dibattito sulla pena di morte in Giappone.
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