I SOKAIYA: LA SERIE (Disturbatori d’assemblea di professione – Parte Prima)

L’universo del diritto giapponese è popolato da figure mitologiche, creature sovrannaturali di un diritto incomprensibile ai più. Di fronte a tali diversità e nell’impossibilità di individuare o comprenderne l’origine, lo studioso più pigro tende a trincerarsi dietro a non meglio specificati ragioni socio-culturali.

L’argomento oggetto del presente articolo è emblematico in tal senso. Cediamo anche noi a questo approccio e partiamo dal fatto, di cronaca nera più precisamente.

Correva l’anno 1994 e il Giappone stava affrontando la prima grande crisi economica dal secondo dopoguerra, la Yakuza aveva ormai varcato i confini giapponesi per entrare nell’immaginario occidentale grazie a film quali Black Rain e Fujifilm si preparava a sponsorizzare il primo mondiale di calcio negli Stati Uniti. Juntaro Suzuki era un uomo di 61 anni, manager capace dalla condotta specchiata. Solo due anni prima era stato promosso Vice President di Fuij Photo Film Co. con delega ai rapporti con gli azionisti. Tale delega non gli fu però rinnovata e questo fu forse causa della sua morte. Il 28 febbraio del 1994 Suzuki viene assassinato davanti all’uscio di casa colpito da più fendenti di cui uno mortale alla gola. Dalla natura delle ferite riportate, si intuì subito che non si trattava di un coltello quanto piuttosto di una spada giapponese (katana). Tale dettaglio fece propendere nei primissimi istanti per un omicidio politico perpetrato da un gruppo di estrema destra. Poco tempo trascorse prima che gli inquirenti indirizzassero le loro attenzioni nella giusta direzione: il mondo dei Sōkaiya.

Il 19 gennaio del medesimo anno si era tenuta l’assemblea degli azionisti di Fuji Film, durante la quale disturbatori di professione spalleggiati dalla Yamaguchi-gumi (il più potente gruppo della Yakuza) avevano subissato il presidente Minoru Ounishi di domande pretestuose per oltre quattro ore. Il più agitato di questi disturbatori arrivò a scagliare contro lo stesso tre bottiglie di liquore prima di essere arrestato. Il clima di terrore attorno la società era di tutta evidenza al punto che la polizia aveva deciso di sorvegliare le abitazioni degli amministratore nei giorni seguenti. Sfortunatamente per Suzuki, non essendo delegato all’assemblea, la polizia non lo ritenne soggetto a rischio e non gli accordò quella protezione di cui sicuramente necessitava. Suzuki infatti aveva deciso di tenere un comportamento di assoluto rifiuto nei confronti di questi ricattatori. Questo rifiuto gli costò la vita.

In questa vicenda (narrata in stile Blu Notte) si palesò al grande pubblico, soprattutto quello estero, il fenomeno dei sōkaiya. Cerchiamo di dare una definizione più o meno esaustiva di sōkaiya (総会屋). Letteralmente il termine sōkaiya deriva dalla composizione di due parole: (i) sōkai (総会) che indica l’assemblea degli azionisti (a voler essere corretti è un’abbreviazione di kabunushi- sōkai (株主総会) dove i kabunishi sono appunto gli azionisti); e il suffisso ya (屋) che a sua volta indica un soggetto operante per professione in un determinato contesto o materia, quale appunto quella delle assemblee degli azionisti.

I sōkaiya sono pertanto coloro che operano professionalmente nel contesto delle assemblee degli azionisti di società commerciali. Detto così può sembrare un lavoro come un altro, una delle tante figure consulenziali che gravitano attorno alle società. Ed effettivamente così è. L’unica distinzione tra i sōkaiya e gli altri “consultant” risiede nell’illiceità della loro condotta e nella brutalità dei loro metodi.

Ciononostante, nel descrivere tale fenomeno si rischia di cedere a semplificazioni che non ne agevolano la comprensione: i sōkaiya possono essere estorsori, taglieggiatori, insider trader, o truffatori; possono intrattenere rapporti continui con la Yakuza o essere al soldo delle società, possono essere questo e molto altro. Per tali ragioni e per l’eterogeneità dei loro metodi e delle loro condotte possiamo provare ad abbozzare una definizione.

Per sōkaiya deve intendersi un individuo o gruppo di individui che, in virtù del proprio status di azionista/i di una società commerciale (generalmente quotata), mediante comportamenti di natura illecita, procura/no a sé o al gruppo di cui è/sono parte un ingiusto profitto ad esclusivo detrimento della società stessa.

つづく・・・

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