I giapponesi che fanno causa (XXIX)

67. Citare in giudizio il capo della yakuza

Vi immaginate, in Italia, il padrone di un qualsiasi esercizio commerciale che cita in tribunale un boss mafioso di vertice, chiedendogli di restituire i soldi della “protezione”, e chiedendo inoltre danni morali per lo stress causato dalle ripetute estorsioni?
In Italia, io no.
Succede invece in Giappone: la titolare di un ristorante di Nagoya ha citato in giudizio il capo del gruppo più potente, il sig. Tsukasa Shinobu del famoso Yamaguchi-gumi, e due altri associati, chiedendo proprio la restituzione dei 24,2 milioni di yen (176.000 euro) pagati per la “protezione” negli ultimi 5 anni, più 8 milioni di yen (58.600 euro) di danni psicologici e morali.
Qui la notizia in giapponese. Non è il primo caso del genere.

68. Problemi di costituzionalità per le università femminili

In Giappone ci sono alcune università femminili. Nel senso che sono ammesse solo studentesse femmine.
Un uomo ha fatto causa ad una di queste poiché ritiene che il rifiuto della sua domanda di iscrizione -l’uomo intende iscriversi alla facoltà di scienze della nutrizione per diventare dietologo- configuri una violazione della parità tra i sessi e del diritto all’istruzione, una violazione cioè di diritti garantiti dalla Costituzione giapponese.

(puntata precedente)

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