Shinsuke Shimada, lesione dell’onore e yakuza: alcune sentenze

Il mese scorso sono state pronunciate una serie di sentenze in materia di lesione dell’onore: 名誉毀損 , talvolta scritto anche così: 名誉棄損 ma letto alla stessa maniera: meiyo kison. Il filo rosso che lega queste pronunce è che esse coinvolgono direttamente o indirettamente l’ex conduttore televisivo Shinsuke Shimada, di cui avevamo già parlato qua e là.

Il settimanale scandalistico Friday aveva scritto di legami tra Shimada ed il crimine organizzato nel numero del 7 ottobre 2011. Shimada e la sua agenzia, la potente Yoshimoto Kogyo, avevano citato in giudizio l’editrice chiedendo circa 1 oku di yen (¥100 milioni, o €755.000) come risarcimento del danno per lesione dell’onore.
La sentenza del Tribunale di Tokyo, Pres. Masatoshi Miyazaka ( 宮坂 昌利 ) ha condannato Kodansha a pagare 3,3 milioni a Shimada e 1,1 milioni all’agenzia Yoshimoto Kogyo. La sentenza sostiene che non ci siano dati a fondamento delle affermazioni degli articoli. Kodansha probabilmente presenterà appello.

Pochi giorni prima l’Alta Corte di Tokyo, Pres. Kenta Suzuki ( 鈴木 健太 ), aveva invece riformato una precedente sentenza di primo grado tra le medesime parti, per un articolo del 15 ottobre 2011 su un altro settimanale popolare a grande tiratura, Shukan Gendai. La sentenza di primo grado aveva riconosciuto la lesione dell’onore, l’Alta Corte ha dichiarato invece l’insussistenza delle pretese di Shimada.
Pertanto, sulla base di questo giudizio, nulla è dovuto da Kodansha alle due parti attrici in questa causa. Yoshimoto Kogyo ha dichiarato che sta valutando un ricorso alla Corte Suprema.

Infine, la cantante/attrice/modella/etc… Takako Uehara aveva citato in giudizio Bungei Shunju, editore del settimanale Shukan Bunshu, chiedendo ¥30M ed articolo di scuse perché il suo nome e foto comparivano accanto a quello di Shinsuke Shimada, in un articolo sui di lui legami con la yakuza, suggerendo indirettamente/implicitamente che anche lei, forse…
Il Tribunale di Tokyo, Pres. Minoru Hatakeyama ( 畠山 稔 ), ritenendo fondate le argomentazioni di Uehara, ha riconosciuto che vi è stata lesione dell’onore e condannato il convenuto a pagare ¥1,1M (circa 8.300 euro) all’attrice.

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