Elezioni incostituzionali, quindi nulle. Da subito (più o meno)

Ieri, martedì 26 marzo 2013, l’Alta Corte di Hiroshima, sezione di Okayama, Pres. Noriyoshi Katano ( 片野 悟好) ha dichiarato incostituzionali le elezioni per la Camera bassa dello scorso dicembre nel collegio Okayama 2, e quindi nulle.
La Corte, a differenza della decisione di lunedì, non ha previsto un periodo di sospensione degli effetti della sentenza, che pertanto potrebbe diventare esecutiva in tempi brevissimi.
Appare però scontato il ricorso alla Corte Suprema da parte della commissione elettorale, il che renderà necessario attendere la decisione del massimo organo giudiziario giapponese.

Ieri sono arrivate anche altre sentenze, dalle Alte Corti di Hiroshima (sezione di Matsue), di Tokyo, di Osaka e delle sezioni di Naha e Miyazaki dell’Alta Corte di Fukuoka, oltre ad un’altra decisione dell’Alta Corte di Hiroshima.
Poco fa l’Alta Corte di Sendai, sezione di Akita, Pres. Yasuhiro Kuga ( 久我 泰博 ) ha reso l’ultima delle 16 sentenze: elezioni incostituzionali ma non nulle.
Ricapitolando: delle 16 cause presentate, 12 di esse hanno dichiarato l’incostituzionalità ma solo 2 hanno dichiarato anche la nullità, e solo quella di ieri diventerà esecutiva non appena (se) la sentenza passerà in giudicato.

Anche in questo caso è interessante notare il background del giudice Katano: superato l’esame nello stesso anno del giudice Ikadatsu (1976, nomina a giudice nel 1978 – Showa 53, la 30ma classe del fu famigerato esame di ammissione alle professioni forensi) quindi probabilmente i due si sono conosciuti personalmente nei due anni di pratica, e hanno passato una carriera simile, tra incarichi in tribunali di secondo piano, senza mai incarichi amministrativi presso la Corte Suprema né altre nomine a posizioni di prestigio. Non sembra che abbiano lavorato insieme dopo la nomina (chissà se questa sia una regola scritta, o non scritta). Prossimi alla pensione, non hanno da temere la pressione dei giudici più anziani, né trasferimenti punitivi in sedi scomode: a Okinawa, Gifu, Aomori, etc… ci sono già stati.
Provate a paragonarla con la carriera dei giudici della Corte Suprema che provengono dalla magistratura: la differenza salta subito all’occhio.

Come scrive Michael Cucek di Shisaku, con abile concisionenel post di oggi:

“La rivoluzione: un privilegio dei vecchi”.

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