Elezioni incostituzionali. Embé? – II

L’Alta Corte di Tokyo, pres. Koichi Nanba ( 難波 孝一 ) e l’Alta Corte di Sapporo hanno dichiarato che le elezioni del 16 dicembre 2012, quelle che hanno consegnato la Camera dei rappresentanti al Partito Liberal-democratico di Abe, sono incostituzionali.
Il motivo è sempre lo stesso: vi sono disparità troppo grandi tra le consistenze numeriche dei collegi elettorali, e questo viola il principio di eguaglianza dei cittadini. Ad esempio, i cittadini del collegio di Tokyo 1 sono 2,34 volte più numerosi dei cittadini del collegio rurale di Kochi, nell’isola di Shikoku. I cittadini del collegio con più cittadini, quello di Chiba, 2,43 volte quelli di Kochi.
I due tribunali tuttavia, pur riconoscendo l’incostituzionalità della situazione, non si sono spinti fino a dichiarare nulli i risultati delle elezioni nei collegi in questione.
Come ricorda il blog Shisaku, la legislatura precedente aveva approvato un piano per riorganizzare i collegi, in modo che questa legislatura lo potesse approvare, e la prossima essere eletta secondo i nuovi collegi, finalmente conforme alla Costituzione.
Pertanto, le corti argomentano, le elezioni sono incostituzionali, ma poiché vi è la prospettiva di sanare questa incostituzionalità, non si è ritenuto di annullare il risultato elettorale.

Effettivamente, mi pare difficile che una semplice Alta Corte osi oltrepassare il limite ideale segnato dalla teoria della separazione dei poteri, in Giappone presa molto seriamente, forse fin troppo, e si intrometta negli affari del Parlamento dichiarando nulli i risultati, provocando così una situazione senza precedenti.
Vorrebbe dire fare proprio i piantagrane, i rompiscatole, il “chiodo che sporge”. Non una buona cosa.
Se proprio una dichiarazione di nullità dei risultati deve arrivare, essa non potrà che provenire dalla Corte Suprema.

Rimane però insoluto un punto: a che serve una Costituzione se, quando si riconosce che alcune norme sono in contrasto con essa, non se ne eliminano gli effetti?
A che servono queste due pronunce, se tanto in pratica non cambia nulla? Sono anni che i tribunali giapponesi lanciano avvertimenti, nella forma di pronunce di incostituzionalità dei collegi elettorali, ma finora nulla è cambiato. Ci sarà prima o poi un giudice che avrà un po’ più di coraggio degli altri?

In ogni caso, in seguito alle elezioni di dicembre sono state presentate 17 cause di questo tipo in diversi tribunali dell’Arcipelago.
Vedremo se qualcuna delle 15 sentenze in arrivo entro la fine del mese porterà nuovi sviluppi.

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5 risposte a Elezioni incostituzionali. Embé? – II

  1. lightsly ha detto:

    E’ possibile che questo atteggiamento da parte di parte della giurisprudenza giapponese sia causata dalle particolari circostanze storiche che hanno dato vita alla Costituzione del Giappone?Voglio dire, è stata Costituzione imposta, con principi occidentali trapiantati di peso in Giappone senza spesso considerare le conseguenze (cosa che infatti causa non pochi problemi), non ho informazioni in merito e mi chiedevo quindi quale fosse la considerazione che i Giapponesi hanno della propria Costituzione.

    • Andrea O. ha detto:

      Lightsly, grazie del commento. Secondo me, più delle circostanze storiche relative alla nascita della Costituzione, quello che condiziona molto la magistratura giapponese è la concezione assai rigida della separazione dei poteri, in particolare per quanto riguarda i giudici, ed il rispetto delle gerarchie e quindi nel nostro caso, dell’ordine gerarchico delle corti.

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