La sottrazione internazionale dei minori e il richiamo del diritto giapponese

La dott.ssa Martina Sayaka Angeletti il 16 ottobre 2012 si è laureata in Giurisprudenza presso l’Università di Perugia con una tesi sulla sottrazione internazionale di minori.
Il lavoro si sviluppa in 3 capitoli: un capitolo introduttivo sul quadro internazionale relativo alla sottrazione dei minori, un secondo capitolo che tratta la sottrazione dei minori nell’ordinamento europeo ed un terzo capitolo che analizza la situazione giapponese.
La dott.ssa Angeletti ci ha gentilmente sottoposto la tesi, che con il suo consenso pubblichiamo molto volentieri.

Sottrintminori

La tesi si scarica cliccando qui.
Buona lettura!

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4 risposte a La sottrazione internazionale dei minori e il richiamo del diritto giapponese

  1. Luca ha detto:

    Dalla tesi: “Secondo l’opinione maggioritaria la diretta applicabilità di una
    convenzione internazionale a cui si decide di aderire dovrebbe rendersi effettiva solo
    ove le intenzioni degli Stati aderenti risulti in questo senso chiara e consapevole e ciò
    possa trovare conferma nel testo della convenzione e nei lavori preparatori.”

    – Mi sembra che qualche cosa non suoni molto bene …

    “le intenzioni degli Stati aderenti risulti in questo senso chiara e consapevole e ciò
    possa trovare conferma nel testo della convenzione ”

    – Nel caso in cui si parlasse di Stati in generale non dovrebbe essere?

    #le intenzioni degli Stati aderenti risulti-no in questo senso chiar-e(a) e consapevol-i(e) e ciò
    possa trovare conferma nel testo della convenzione#

    – Ma sembrerebbe che il discorso punti sull’opinione maggioritaria Giapponese, che ovviamente specifica l’adottabilità di una convenzione ove ci sia consapevolezza di criteri, con alcune modifiche che non cambino la ragione della convenzione. (Un po’ indiretto, ma chiaro avviso per il lettore che probabilmente è ancora impossibile per il Giappone attuale.)
    Pertanto…

    #le intenzioni dello Stato aderente risultino in questo senso chiare e consapevoli e ciò
    possa trovare conferma nel testo della convenzione# etc.

    Normalmente una convenzione non cambia all’entrata di un nuovo stato aderente, ma è lo stato adottante che può chiedere alcune modifiche, al fine di renderla effettiva e allo stesso tempo non in contrasto con la sua legislazione.

    Magari mi sono sbagliato per entrambe le diversità proposte e va molto bene come è stato già pubblicato.

    Saluti

  2. Elena Falletti ha detto:

    Reblogged this on Elena Falletti.

  3. Elena Falletti ha detto:

    Argomento molto interessante, mi sono permessa di condividere dalle mie parti. Grazie! 🙂

  4. Pingback: Post di fine 2013 | il diritto c'è, ma non si vede

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