Servitù di fibra ottica (soluzione)

L’altro giorno suona il campanello: è tornato il tizio di KDDI.
Scendo, e questo è quanto è venuto fuori sul pianerottolo nei 10′ che sono seguiti.

La situazione è questa: lui non è un dipendente di KDDI ma della società a cui KDDI ha dato l’incarico di piazzare il cavo di fibra ottica. La cosa torna, perché quando telefonai a KDDI per verificare se davvero stessero installando la fibra da queste parti, la signorina del call center mi rispose che loro non possono risalire a chi stia lavorando davanti a casa mia, perché i lavori sono dati in appalto a piccole imprese locali.
Chiedo perché sia sufficiente un consenso orale per quella che a me sembra una servitù. Mi risponde che loro hanno un accordo con TEPCO per usare i loro pali della luce. Come dicevo nei commenti al post precedente, TEPCO ha una servitù relativa ai due pali della luce, per cui ci versa qualcosa come 1.000/2.000 jpy al biennio, ora non ho sottomano le ricevute.
In altre parole: KDDI ha chiesto a TEPCO di usare i loro pali per tirare il cavo, TEPCO ha risposto per noi va bene (ovviamente non so se e quanto KDDI versi a TEPCO), ma andate a chiedere se tutti i comproprietari sono d’accordo.

Il tizio mi ha detto che è una delle prime volte che va in giro a chiedere il consenso a tutti i comproprietari, innanzitutto perché in Giappone non è comune che una strada privata sia proprietà comune dei proprietari delle case che vi si affacciano, e poi soprattutto perché spesso questi lavori venivano (vengono) fatti, in maniera un po’ sbrigativa, senza chiedere il consenso. Si fanno e basta, tanto chi vuoi che se ne accorga. Stavolta KDDI ha deciso di fare le cose “per bene” e quindi è venuta a chiedere.

Immagino che non sia venuto il soggetto titolare della servitù, cioè TEPCO, un po’ perché non è nel suo interesse principale, un po’ perché magari con l’aria che tira, sentendo il nome 東京電力 (TEPCO) magari qualcuno avrebbe pensato di dire “No, guardate, il consenso a voi non ve lo do”. L’immagine di KDDI è sostanzialmente pulita presso il pubblico.

Dunque ho detto che va bene. Filo più filo meno, non è che cambi granché.
Prima che andasse via però gli ho chiesto:

– E se per ipotesi io non fossi d’accordo, se dicessi che non presto il mio consenso, cosa succede? Potete chiedere al Tribunale che vi lasci tirare il cavo?
– Mmm, no, non credo.
– E allora, se dicessi “No, non sono d’accordo”, che succede, non fate i lavori?
– Eh, no, penso di no.
– E quindi il vicino rimane senza fibra ottica?
– Eh, sì…
– Sono cose che succedono? Magari quando i vicini litigano?
– Mah sì, può succedere anche se a noi non è mai capitato.

Un’altra cosa che mi ha stupito è che tutto questo scambio è avvenuto oralmente. Tutto, dall’inizio alla fine: io non ho firmato niente, né il tizio mi ha lasciato nulla eccetto il suo biglietto da visita, e proprio perché gliel’ho chiesto.
Il tizio non ha in mano nulla che provi che mi ha parlato, tantomeno che io abbia dato il mio consenso.
Ci si fida molto della parola da queste parti.

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4 risposte a Servitù di fibra ottica (soluzione)

  1. Marco Casolino ha detto:

    …a noi non è mai capitato… spettacolare
    ma alla fine gli hai dato il consenso?
    o pensi di citarlo dopo per danni dicendo che non avevi firmato nulla?

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