Due sentenze del Tribunale di Okinawa

Quella di Okinawa è probabilmente la provincia meno giapponese dell’intero Arcipelago.

Fino al 1972 era necessario, per i cittadini giapponesi che volessero recarvisi, munirsi di passaporto, poiché le isole Ryukyu erano ancora sotto l’amministrazione militare statunitense. Il diritto in vigore a Okinawa non coincideva con il diritto del resto dell’Arcipelago. Ciò diede origine a vicende interessanti, come quella dei processi penali con giuria all’americana che si tennero negli anni 1960, e sulla cui storia Chihiro Isa ( 伊佐 千尋 ), uno dei giurati in un processo, scrisse il saggio 逆転 (Gyakuten, Rovesciamento/Inversione) con cui vinse nel 1978 il prestigioso premio Oya Soichi ( 大宅壮一 ) per le opere di saggistica.

Nel 1972 fu restituita la sovranità sulle isole allo Stato del Giappone, ma continua ad essere forte la presenza americana nelle numerose basi militari previste dal Trattato di cooperazione reciproca e sicurezza, firmato nel 1960 tra i due Paesi.
Ma le basi americane non sono ben viste dalla popolazione. O forse i militari.

La prima sentenza che presentiamo oggi riguarda proprio l’opposizione popolare alle basi americane. Il collegio presieduto dal giudice Ryosuke Sakai ( 酒井 良介 ) del Tribunale di Naha ha accolto la domanda del Governo giapponese di proibire a un cittadino giapponese di protestare contro la costruzione di un eliporto militare statunitense.
Lo stesso giudizio non ha accolto l’analoga richiesta nei confronti di un altro soggetto, in quanto il Tribunale ha ritenuto che le attività di quest’ultimo rientrassero nell’ambito dell’esercizio del diritto costituzionale di libertà di espressione.

Nella seconda sentenza presa in esame, il Tribunale di Naha, pres. Hideyuki Suzuki ( 鈴木 秀行ha assolto il presidente di una società finanziaria dall’accusa di frode. Il procedimento presentava la particolarità di essere stato il primo procedimento portato a termine sulla base di una decisione della 検察審査会 (Kensatsu shinsa kai), cioè l’organo di cittadini che può valutare le decisioni discrezionali dei PM sul rinvio a giudizio, e decidere in ultima istanza se avviare l’azione penale anche nei casi ove i PM non abbiano ritenuto di agire. In questi casi il Tribunale è tenuto a nominare degli avvocati che istruiscono il processo e agiscono con i poteri del PM.

Okinawa è dunque per le sue particolarità storiche e sociali, un luogo assai interessante per l’osservazione di come venga vissuto il diritto giapponese in un ambiente assai diverso dai più importanti centri urbani delle isole maggiori, dove si concentra gran parte della popolazione.
Il prof. Hiroshi Fukurai, esperto di partecipazione popolare alla giustizia in Giappone, ha indagato sull’esempio di Okinawa nell’articolo su saiban’in seido e kensatsu shinsa kai e futuro delle basi militari americane “People’s Panels vs. Imperial Hegemony: Japan’s Twin Lay Justice Systems and the Future of American Military Bases in Japan“.
Fukurai sostiene che:

“(…) those twin systems of lay adjudication in Japan will have a significant democratizing effect in Okinawa.”

E ci auguriamo anche in tutto il resto dell’Arcipelago.

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