I giudici della Corte Suprema (III)

Terzo articolo sui giudici della Corte Suprema del Giappone, in cui presenteremo tre membri del Secondo collegio ristretto.

Yuki Furuta ( 古田 佑木 )

Nato l’8 aprile 1942.
Nel 1967 si laurea in giurisprudenza presso l’Università di Tokyo e supera l’esame per le professioni forensi. Nel 1969, terminato il periodo di pratica, è nominato pubblico ministero, e lavora presso gli uffici del PM di Tokyo, al Ministero della Giustizia, e presso i tribunali di Sapporo, Nagoya, Urawa. Dal 1984 al 1998 ricopre diverse posizioni presso il Ministero della Giustizia, fatta eccezione per un paio di anni in cui è PM presso il Tribunale di Tokyo. Nel 1998 è nominato capo dell’Ufficio del PM presso il Tribunale di Utsunomiya, e nel 1999 è nominato PM presso l’Ufficio supremo del PM e capo dell’Ufficio affari penali del Ministero della Giustizia. Nel 2004 è vicedirettore dell’Ufficio supremo del PM ma lascia la magistratura giudicante per limiti di anzianità.
Nel 2005 -presumibilmente ad aprile- è nominato professore presso l’Università Doshisha di Kyoto, ed il 2 agosto è nominato giudice della Corte Suprema.

Cos’è essere un giudice per lui: ascoltare le parti con imparzialità, giudicare ogni caso in maniera giusta e appropriata basandosi sui fatti e in conformità alla legge, e attraverso la soluzione dei casi rendere il diritto una cosa concreta.

La sua frase preferita, tra le tante in cui si è imbattuto: togliti la trave dagli occhi.
Libri preferiti: esclusi i classici, cita il libro di Nanami Shiono sui mille anni della Repubblica di Venezia e altri sulla storia di Roma, il volume su una serie di incidenti aerei degli anni 1960 マッハの恐怖 (Paura dei Mach) di Kunio Yanagida (no, non è questo Yanagita anche se il nome suona simile), e libri recenti sulle nuove tecnologie.
Hobbies: nessuno che sia degno di essere citato (sic), ma ama leggere libri sulle scienze naturali e di storia, e più in generale su tutte le cose che suscitano il suo interesse.

Yukio Takeuchi ( 竹内 行夫 )

Nato il 20 luglio 1943.
Laureato in giurisprudenza presso l’Università di Kyoto nel 1965. Supera nello stesso anno l’esame di dipendente pubblico presso il Ministero degli esteri e con lode presso l’amministrazione statale, con specializzazione in scienze economiche.
Nel 1967 entra al Ministero degli esteri, dove a partire dal 1984 ricopre cariche dirigenziali negli uffici per la cooperazione economica e per i trattati internazionali. Nel 1989 è console a Londra, nel 1991 segretario del Primo Ministro giapponese.
In seguito continuerà a ricoprire cariche di primissimo piano all’interno del Ministero degli esteri, oltre a quelle di Ministro plenipotenziario presso l’ambasciata giapponese negli Stati Uniti e Ambasciatore giapponese in Indonesia. A fine carriera è nominato professore per un anno presso il GRIPS.

Il 21 ottobre 2008 è nominato giudice della Corte Suprema.

Cos’è essere un giudice per lui: sforzarsi di giudicare in maniera giusta e imparziale, rispettando la dignità umana, per contribuire a mantenere e sviluppare l’ordine sociale.

Parole preferite: “dignità umana”, “in un rivolo senza fango, anche buttando una pietra l’acqua rimane pulita”, le massime confuciane「中庸、居易」”il giusto mezzo, … ??? un’esistenza morigerata” suggerimenti nei commenti (grazie Valerio per le delucidazioni), e “autodisciplina”.
Libri preferiti: legge di tutto, ma poiché è cresciuto anche a Nara prova un legame particolare con il Man’yoshu. Da giovane ha letto e riletto I nuovi nutrimenti di André Gide, e le raccolte di poesie di Michizo Tachihara e Junzaburo Nishiwaki. Ritiene un capolavoro il volume di Ryoichi Tobe ed altri「失敗の本質-日本軍の組織論的研究 (L’essenza della disfatta – Studi sull’esercito giapponese secondo la teoria delle organizzazioni)
Hobbies: ascolta musica, dalla classica al pop. Colleziona film western. In momenti di ispirazione compone poesie tanka. Ama guardare il golf e il baseball.

Masahiko Sudo ( 須藤 正彦 )

Nato il 27 dicembre 1942.
Si laurea in giurisprudenza presso l’Università Chuo di Tokyo nel 1966. Due anni dopo supera l’esame per le professioni forensi e terminata la pratica, nel 1970 si iscrive all’Ordine degli avvocati di Tokyo, di cui diventa vicepresidente nel 1988.
Nel 1989 inizia a prestare la sua opera in commissioni della Federazione giapponese degli Ordini degli avvocati: Commissione sui problemi dell’amministrazione della giustizia, Commissione sull’assistenza legale, commissione sugli avvocati stranieri ed altre, fino a diventare nel 2000 Presidente della Commissione affari internazionali dell’Ordine degli avvocati di Tokyo. Nel 2002 viene nominato professore presso l’Università Internazionale della Sanità e del Welfare.
Diventa giudice della Corte Suprema il 28 dicembre 2009.

Cos’è essere un giudice per lui: discernere e giudicare in maniera appropriata, con mano ferma e con rapidità, senza perdere lo spirito di opposizione al potere coltivato in 40 anni di attività come avvocato. Spera di non perdere la capacità di capire nel suo complesso le sfaccettature di una società sempre più veloce, più complessa e più internazionale.

Frasi preferite: “Non si vede bene che con il cuore. L’ essenziale è invisibile agli occhi.” dal Piccolo Principe, e「一生感動 一生青春 (Sempre emozionato, sempre giovane)」「つまづいたって いいじゃないか人間だもの (Ho inciampato – non è bello essere un uomo?)」dello scrittore e poeta giapponese Mitsuwo Aida.
I suoi libri preferiti sono associati a un’età. Alla scuola elementare ha amato Cuore di De Amicis, alle medie La buona terra di Pearl Buck, al liceo 春風馬堤曲 (Shunpubateikyoku) di Buson Yosa, 敦煌 (Tonko) di Yasushi Inoue e Il giglio della valle di Balzac, all’università Tonio Kroger di Thomas Mann, Gian Cristoforo di Romain Rolland, La peste di Camus, されどわれらが日々- di Sho Shibata. Recentemente ha letto e trovato interessanti Il processo di Kafka e Kafka sulla spiaggia di Haruki Murakami.
Hobbies: gite alle terme, passeggiate nel vicinato alla scoperta di vecchi kissaten, in italiano diremmo vecchi caffé.

(puntata precedente)                                                                                               (continua)

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