I giudici della Corte Suprema (I)

Primo post della serie in cui presenteremo i giudici della Corte Suprema: chi sono, da dove arrivano, cosa leggono, i loro hobbies.
I giudici sono 15, divisi in 3 collegi ristretti ( 小法廷 ). Gran parte delle decisioni sono normalmente prese dai collegi ristretti. Quando vi sono questioni di importanza fondamentale, o con giurisprudenza non univoca, la Corte decide in seduta plenaria.
La lista dei giudici attualmente in carica è qui.
Iniziamo dai primi 3 membri -primi secondo secondo l’ordine in cui compaiono nell’elenco di cui sopra, che mi pare essere l’anzianità di servizio- del Primo collegio.

Koji Miyakawa ( 宮川光治 )

Nato il 28 febbraio 1942.
Nel 1966 termina il corso di master presso l’Università di Nagoya e supera l’esame per le professioni forensi. Due anni dopo, terminato il periodo di pratica, si iscrive all’Ordine degli avvocati di Tokyo. Continua a praticare la professione di avvocato, ed è attivo in commissioni sulla riforma delle professioni forensi e commissioni d’esame.
Negli anni 2000 inizia a lavorare con la Corte Suprema e nel 2003 è nominato membro della Commissione di studio sul nuovo esame per le professioni forensi. Nel 2005 è nominato Presidente della Commissione per le azioni disciplinari della Federazione giapponese degli Ordini degli avvocati.
Nominato giudice della Corte Suprema il 3 settembre 2008.

Cos’è essere un giudice per lui: pensare il diritto dalla parte dell’uomo, e giudicare sulla base di teorie e parole facili da capire.

Frase preferita, di Max Weber: “Specialisti senza spirito, gaudenti senza cuore, questo nulla s’immagina di essere salito a un grado mai prima raggiunto di umanità”.
Libri preferiti: Anna Karenina di Tolstoj, Il sole sorgerà ancora di Hemingway, le poesie di Supervielle nella traduzione di Daigaku Horiguchi, L’etica protestante e lo spirito del capitalismo di Weber, e Miseria dello storicismo di Popper.
Hobbies: il cinema e la lettura.

Ryuko Sakurai ( 櫻井 龍子 )

Nata il 16 gennaio 1947.
Laureata in giurisprudenza presso l’Università di Kyushu nel 1969, passa nello stesso anno l’esame di ammissione all’amministrazione pubblica nel settore giuridico ( 採用上級試験甲種 – 法律職 ). L’anno successivo entra al Ministero del Lavoro, dove si è occupata soprattutto di welfare.
Nel 2004 viene invitata all’Università di Osaka come professoressa di diritto del lavoro, nel 2005 all’Università Waseda di Tokyo e nel 2007 torna all’Università di Kyushu come professoressa.
L’11 settembre 2008 è nominata giudice della Corte Suprema.

Cos’è essere un giudice per lei: essendo la prima occasione in cui si trova a dover giudicare, vuole essere aperta alle realtà sociali e alle loro molteplici sfaccettature, e decidere in maniera equa e giusta.

Parola preferita: isshokenmei ( 一生懸命 ), che si può tradurre “mettendocela tutta”.
Libri preferiti: Sotto la ruota di Hermann Hesse, 楢山節考 (Le canzoni di Narayama) di Shichiro Fukazawa, l’autobiografia di Katharine Graham, Lo scontro delle civiltà di Huntington.
Hobbies: lo sci, anche se precisa di non essere molto brava; raccogliere erbe selvatiche e funghi durante passeggiate in montagna; lavorare la ceramica: mangia nei piatti da lei stessa prodotti.

Seishi Kanetsuki ( 金築 誠志 )

Nato il 1 aprile 1945.
Laureato in giurisprudenza all’Università di Tokyo nel 1967, nello stesso anno supera l’esame di ammissione alle professioni forensi. Due anni dopo entra nella magistratura giudicante come giudice a latere al Tribunale di Tokyo. In seguito alterna posizioni amministrative presso i vari uffici della Corte Suprema all’attività di giudice.
Per ben due volte è in posizioni dirigenziali presso l’importantissimo Ufficio risorse umane della Corte Suprema, cioè l’ufficio che controlla le carriere di tutti i giudici del Giappone: nel 1983 è a capo della Sezione nomine e della Sezione ricerche, nel 1998 è presidente dell’Ufficio.
Nominato giudice della Corte Suprema il 26 gennaio 2009.

Cos’è essere un giudice per lui: nei suoi 40 anni di esperienza ha sempre cercato di giudicare secondo verità e con equità. In un’epoca di cambiamenti drastici, ritiene che sia necessario prestare attenzione all’economia sociale.

Frase preferita: questo detto del filosofo cinese Laozi: 「企者不立 跨者不行」, che dovrebbe tradursi così: “Chi sta sulla punta dei piedi non si tiene ritto, chi sta a gambe larghe non cammina”. In sostanza un ammonimento a non comportarsi in maniera innaturale.
Libri preferiti: il volume di Ronald Toby ‘Sakoku’ to iu gaiko (La diplomazia del ‘Paese chiuso’) sui rapporti diplomatici del Giappone nel periodo Edo, Baburu no keizaigaku (Scienza economica della bolla) di Yukio Noguchi. Ama le biografie e tra tutte cita quella del politico giapponese e Primo ministro negli anni 1918-21 Takashi Hara, scritta da Shiro Yamamoto. Tra i libri di scienze naturali un’edizione giapponese di Uexküll e Kriszat: trova affascinante il loro modo di presentare il mondo dal punto di vista degli esseri viventi. Un libro letto di recente che l’ha impressionato è il romanzo di Ryusuke Kakine 君たちに明日はない (Per voi non c’è un domani).
Hobbies: ammirare la natura, i giardini, ed il gioco del Go.

(continua)

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4 risposte a I giudici della Corte Suprema (I)

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