Altro enzai in vista?

Oggi si parla ancora di TEPCO e morte, ma stavolta non c’entra Fukushima.

Nel marzo 1997 un’impiegata di TEPCO fu trovata uccisa nel suo appartamento di Shibuya.
Il delitto è noto come “l’omicidio dell’impiegata di TEPCO ( 東電OL殺人事件 )” e fu molto seguito dai media per una serie di motivi: la vittima era benestante, proveniva da scuole di élite, era stata la prima donna ad essere assunta da TEPCO come funzionario di carriera, e di notte esercitava in proprio un’altra professione, adescando clienti per le strade di Shibuya.
La vicenda ha ispirato libri, romanzi, serie televisive, manga, opere teatrali.

Fu accusato dell’omicidio Govinda Prasat Mainali, immigrato illegale nepalese.

Arrestato e condannato innanzitutto per violazione della legge sull’immigrazione, fu processato per l’omicidio dell’impiegata ed il 14 aprile 2000 dichiarato non colpevole dal Tribunale distrettuale di Tokyo, Pres. Toshikazu Obuchi 大渕敏和 .

In appello, l’Alta Corte di Tokyo, Pres. Toshio Takagi 高木俊夫 , riformò la decisione di primo grado e il 22 dicembre 2000 pronunciò sentenza contro il sig. Prasat Mainali, condannandolo all’ergastolo.
Il 20 ottobre 2003 il Terzo Collegio ristretto della Corte Suprema, Pres. Tokiyasu Fujita 藤田宙靖 , confermò la decisione dell’Alta Corte, che passò in giudicato.
Prasat Mainali si è sempre dichiarato innocente e la sua condanna non si basa su prove dirette di colpevolezza. In Giappone divenne possibile presentare come prova le analisi del DNA dal 2003; la colpevolezza di Praisat Mainali era stata dedotta in base alla coincidenza del mero gruppo sanguigno.

Il 24 marzo 2005 fu presentata all’Alta Corte di Tokyo richiesta di revisione del processo.
Lo Yomiuri Shinbun del 21 luglio riporta che le analisi del DNA dei liquidi organici prelevati a suo tempo dal corpo della vittima hanno fornito un DNA che non coincide con quello di Prasat Mainali, ma con quello di altri peli ritrovati a suo tempo nella stanza della vittima.

Che sia in arrivo un altro enzai, cioè un errore giudiziario?
Gli investigatori dichiarano che in ogni caso continueranno a sostenere la colpevolezza di Prasat Mainali, che a detta loro può essere fondata su altre prove.
Prasat Mainali al momento sta continuando a scontare la pena nel carcere di Yokohama.

Qui una pagina sulla vicenda del sig. Prasat Mainali, mantenuta da un gruppo che crede nella sua innocenza e si batte per la sua scarcerazione. Tralaltro, vedo che lo chiamano spesso Mr. Govinda o ゴビンダさん , ma Govinda non è il nome proprio?

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